DUE NANE BRUNE VICINE DI CASA DEL SOLE!

Scoperte da poco due piccole e fredde vicine di casa del nostro Sole. Non hanno battuto la vicinanza del sistema di Alpha Centauri, ma si sono guadagnate il terzo posto in classifica.

Il loro nome non è proprio facile da ricordare, infatti è stato dato loro una sigla alfanumerica, preceduta dal nome del telescopio con il quale è stata fatta la scoperta: WISE J104915.57-531906. Le due stelle sono legate l’una all’altra gravitazionalmente e si trovano a soli 6,5 anni luce da noi nella costellazione della Vela.

Nane brune WISE J104915.57-531906 - Credits: NASA/JPL-Caltech/Gemini Observatory/AURA/NSF
Nane brune WISE J104915.57-531906 - Credits: NASA/JPL-Caltech/Gemini Observatory/AURA/NSF

Il sistema di Alpha Centauri (la cui distanza fu calcolata la prima volta da Thomas J. Henderson nel 1832) si trova a 4,2 anni luce dal Sole e la stella di Barnard (scoperta nel 1916 da E. E. Barnard) a poco meno di 6 anni luce, WISE J104915.57-531906 è la coppia di stelle piccole e fredde che si trova a 6,5 anni luce da noi. La scoperta è stata fatta dal team guidato da Kevin Luhman (astronomo e astrofisico alla Penn State University – USA).

La coppia di stelle è catalogabile in quella fascia chiamata nane brune, a metà strada fra una stella piccola e un pianeta supergigante. La cosa straordinaria che gli studiosi sperano di trovare, sono eventuali pianeti orbitati attorno a questa coppia di stelle. Se succederà,  sarà interessante poterli studiare praticamente nel giardino di casa! La sua estrema vicinanza (indipendentemente dalla presenza di eventuali pianeti) permetterà inoltre di poterle studiare più in dettaglio, sia con strumenti potenti come il telescopio GEMINI già usato e che ha permesso di capire che si trattava di una coppia e non di un singolo oggetto, sia il futuro sostituto di Hubble il James Webb Space Telescope.

Schema delle distanze dei tre oggetti più prossimi al Sole - Credits: Janella Williams, Penn State University.
Schema delle distanze dei tre oggetti più prossimi al Sole - Credits: Janella Williams, Penn State University.

L’osservazione e i calcoli fatti dal team di Luhman hanno inoltre escluso che si tratti di un oggetto legato in qualche modo al Sole, esse infatti (benchè “vicine” di casa) non sono in alcun modo dipendenti dal nostro astro in termini di orbite o di attrazione reciproca. Ogni speculazione che le vorrebbe definite come l’ipotizzato Nemesis, sono assolutamente da escludersi.

Luhman ha detto: “In questa composizione di immagini, sono stato in grado di dire che questo sistema si stava muovendo molto rapidamente attraverso il cielo; ciò era un indizio importante in quanto collocava inequivocabilmente la coppia di stelle molto vicino al nostro Sistema Solare”. Per scoprire il nuovo sistema di stelle, Luhman studiato le immagini del cielo scandagliato da  WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) nel corso di un periodo di 13 mesi e che è terminato nel 2011. Nel corso della sua missione, WISE ha osservato ogni punto nel cielo 2 o 3 volte.

Lo spostamento della coppia di stelle dal 1978 a oggi - Credits: NASA-STScI-JPL-IPAC-University of Massachusetts
Lo spostamento della coppia di stelle dal 1978 a oggi - Credits: NASA-STScI-JPL-IPAC-University of Massachusetts

Ma il team ha aggiunto a queste osservazioni anche le analisi fatte da altri telescopi che in precedenza avevano osservato la stessa porzione di cielo; è stato così possibile osservare lastre in cui comparivano le due nane brune anche nelle immagini scattate dal Digitized Sky Survey, il Two Micron All-Sky Survey e il Deep Survey Near Infrarednin un arco temporale che va dal 1978 al 1999. Combinando le rilevazioni dello star system delle varie indagini, Luhman è stato in grado di misurarne la distanza con il parallasse, cioè lo spostamento apparente di una stella nel cielo per l’orbita della Terra intorno al Sole. (Fonte:  science.psu.edu )

Varie ed eventuali.

1. Come ti metto l’Atlantis!!!! Ed eccolo li… impacchettato come un uovo pasquale pronto per esibirsi nell’hangar appositamente studiato per lui! Lo Space Shuttle Atlantis è stato definitivamente adagiato nella sua ultima orbita.

Space Shuttle Atlantis straight the pose - Credits: NASA
Space Shuttle Atlantis straight the pose - Credits: NASA
Space Shuttle Atlantis straight the pose - Credits: NASA
Space Shuttle Atlantis straight the pose - Credits: NASA

Presso il Kennedy Space Center (KSC), sarà visitabile in una posa e una location assolutamente unici. Si tenterà infatti di dare la sensazione che sia fluttuante in orbita, con uno sfondo fatto con una gigantografia della silouhette della Terra; la stiva di carico sarà aperta (così come era in orbita) e la navetta leggermente inclinata di 43 gradi a sinistra!

Space Shuttle Atlantis straight the pose - Credits: NASA
Space Shuttle Atlantis straight the pose - Credits: NASA
Space Shuttle Atlantis straight the pose - Credits: NASA
Space Shuttle Atlantis straight the pose - Credits: NASA
Space Shuttle Atlantis straight the pose - Credits: NASA
Space Shuttle Atlantis straight the pose - Credits: NASA
Space Shuttle Atlantis straight the pose - Credits: NASA
Space Shuttle Atlantis straight the pose - Credits: NASA

Uno spettacolo da brivido per gli appassionati che potranno rifarsi gli occhi dal 29 di giugno 2013, giorno previsto per l’apertura del museo al KSC. Un’occasione unica per trovarsi naso a naso con l’ultimo orbiter che ha volato! (Fonte: collectspace.com )

2. PanStarrs superstar! Sta andando a terminare il periodo favorevole per osservare la cometa PanStarrs nei nostri cieli. Ecco una piccola video raccolta delle foto e di filmati mozzafiato dedicati a questa cometa.

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Per chi volesse ammirare un spettacolo unico, ecco una meravigliosa fotografia dedicata alla PanStarrs e alla cometa Lemmon riprese insieme, in una corsa sfrenata verso il Sole.

Comete Panstarrs in basso sull'orizzonte e cometa Lemmon più in alto a sinistra - Credit & Copyright Yuri Beletsky (ESO)
Comete Panstarrs in basso sull'orizzonte e cometa Lemmon più in alto a sinistra - Credit & Copyright Yuri Beletsky (ESO)

3. Incredibile recupero nell’Oceano Atlantico dei motori a razzo usati nella missione Apollo 11.

Apollo F-1 camera di spinta sul fondo dell'oceano. Credits Expeditions Bezos
Apollo F-1 camera di spinta sul fondo dell'oceano. Credits Expeditions Bezos
APOLLO 11 Ugelli sul fondo dell'oceano. Credit Expeditions Bezos
APOLLO 11 Ugelli sul fondo dell'oceano. Credit Expeditions Bezos
APOLLO 11 Generatore di gas e collettore. Credit Expeditions Bezos
APOLLO 11 Generatore di gas e collettore. Credit Expeditions Bezos

In questo video si può vedere il momento del recupero sul fondo dell’Oceano Atlantico.

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Francesca