LANCIO DEL FALCON HEAVY

 

Il lancio del Falcon Heavy è avvenuto ieri alle 21.45 ora italiana (15.45 ora locale della Florida) dalla rampa di lancio 39A presso il Kennedy Space Center (la stessa da dove partirono molte missioni Apollo, compreso Apolli 11). Falcon Heavy è un lanciatore pesante della privata SpaceX di Elon Musk.

Falcon Heavy alla partenza

Il volo, inizialmente rinviato di 2 ore per vento in quota, si è poi svolto in modo nominale, portando in orbita una macchina modello Tesla Roadster colore rosso, con a bordo un manichino (soprannominato Starman) e vestito con una tuta spaziale “griffata” SpaceX. La tuta è un prototipo (privo di sensori) la cui destinazione è per i voli umani a bordo delle navette Dragon V2 (sempre di costruzione SpaceX); quindi, benché indossata in esterno da Starman, non è adatta alle EVA (attività extra veicolari), ma ai periodi di ascesa e discesa all’interno delle capsule.

La macchina è anch’essa un prototipo, infatti, benché presentata al pubblico, Tesla non ha ancora cominciato la produzione in serie e non inizierà fino al 2020.

Starman a bordo della Tesla Roadster rossa e sullo sfondo la Terra – Credits: SpaceX

L’aspetto più incredibile di questa storia è sicuramente la macchina che fluttua nello spazio in un’orbita ellittica Terra/Marte attorno al Sole, fino a lambire la fascia interna degli asteroidi, che si trova fra Marte e Giove. Nel suo punto più lontano, quell’orbita si estende per circa 390 milioni di chilometri cioè 2,61 volte la distanza media tra la Terra/Sole; per completezza di informazioni, inizialmente non doveva arrivare fino alla fascia degli asteroidi, ma un’accensione tardiva del secondo stadio l’ha poi immessa in un’orbita più estesa.

Orbita di Starman a bordo della Tesla Roadster. – Credits: SpaceX

Quindi puntualizziamo innanzitutto che vettura e “pilota” NON dovevano andare e non arriveranno su Marte (come purtroppo detto in alcune occasioni nei media italiani), ma passerà attraverso l’orbita marziana; addirittura il pianeta lo vedrà da lontano per evitare il rischio di contaminazione (esattamente la stessa motivazione che fu per la sonda Cassini, che è stata fatta precipitare nell’atmosfera saturniana, proprio per evitare che le tre unità di riscaldamento a radioisotopi -RTG-  contaminassero gli ambienti attorno a Saturno e le sue lune – soprattutto Titano ed Europa).

Di fatto, però, quello di ieri sera non è stato il lancio di una macchina nello spazio, ma un test di prova del vettore FALCON HEAVY. Un lanciatore pesante estremamente potente, spinto da 27 motori tipo Merlin-1D e alto 70 metri (il record di altezza resta tutt’ora imbattuto dal vettore delle missioni Apollo, il Saturno-V con i suoi 111 metri).

Il Saturno-V resta il re incontrastato per potenza, peso e altezza, ma non è più in servizio, quindi Falcon Heavy è in questo momento il lanciatore pesante attivo più potente del mondo. Il razzo riuscirà a portare fino a 64 tonnellate di materiale in un’orbita LEO (Low Earth Orbit – orbita terrestre bassa), che si colloca fra i 160 e i 2.000 chilometri d’altezza.

Il suo carico per questo lancio di prova aveva non solo il compito di riempire la stiva di carico del Falcon Heavy, ma anche di verificare la capacità di quest’ultimo e del secondo stadio di passare indenni dalle fasce di Van Allen attorno alla Terra.

Immagine del Falcon Heavy nel momento del liftoff – Credits: SpaceX

Il vettore si è alzato da terra alle 21.45 ora italiana e circa due minuti dopo i due razzi di spinta laterali si sono sganciati per tornare verso le due piattaforme di SpaceX, site a Cape Canaveral e denominate Landing Zone (LZ) 1 e 2.

L’atterraggio simultaneo dei razzi laterali del Falcon Heavy a Cape Canaveral – Credits: SpaceX

Il core centrale ha svolto perfettamente il suo dovere in ascesa, ma al momento del rientro il segnale è andato perduto a pochi chilometri dalla piattaforma-drone adibita all’atterraggio del razzo centrale. Il problema è stato nella non accensione dei motori necessari alla frenata, provocando lo schianto nell’oceano Atlantico alla considerevole velocità di 500 km/h. A un centinaio di metri si trovava la nave appoggio che è stata leggermente danneggiata.

Il fumo in lontananza dopo lo schianto in acqua del terzo razzo. – Credits: SpaceX

La piattaforma-drone è denominata con l’acronimo OCISLY (Of Course I Still Love You).

Piattaforma-drone OCISLY (Of Course I Still Love You) – Credits: SpaceX

Un’altra particolarità di questo viaggio è che a bordo è presente un disco ottico 5D. Di fatto si tratta di una ricerca portata a termine dagli Scienziati dell’Università di Southampton nel Regno Unito che sono riusciti a creare un nuovo formato di dati che codifica le informazioni in minuscole nanostrutture in vetro. Un disco di dimensioni standard può contenere circa 360 terabyte di dati (3000 volte in più di un blu ray che ha una capacità fino a 128 GB ), con una durata stimata fino a 13,8 miliardi di anni anche a temperature di 190 ° C. In questo particolare disco 5D inviato nello spazio con il Falcon Heavy, si trova la Trilogia della Fondazione di Isaac Asimov.

Inoltre, era visibile sul cruscotto la scritta “DON’T PANIC!”, ripreso da una delle tre telecamere a bordo dell’automobile. Questa è una citazione dal libro Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams:

“La Guida ha già soppiantato la grande Enciclopedia galattica, come l’indiscussa depositaria di tutta la conoscenza e la saggezza, per due importanti ragioni. Primo, costa un po’ meno; secondo, reca la scritta, DON’T PANIC, niente panico, in grandi e rassicuranti caratteri sulla copertina.”

Ma per non farsi mancare davvero nulla, sul cruscotto c’è ancorata una Hot Wheels Roadster (completa di uno Starman in miniatura).

Un disco 5D

Il Falcon Heavy è costato circa 90 milioni di dollari: molto meno di tutti i concorrenti, attuali e passati e solo 30 in più di un Falcon 9 standard (sempre di SpaceX). Un Delta IV Heavy (della United Launch Alliance – ULA) costa circa 400 milioni e un SLS (Space Launch System, futuro lanciatore NASA) costa circa 500 o più. Ricordo che SpaceX è una compagnia privata, quindi questo lancio non è costato 1 dollaro ai  contribuenti americani; anche se personalmente penso sempre che i soldi spesi per l’esplorazione spaziale siano soldi molto ben spesi. Si pensi che solo il Programma Apollo ha rilasciato 160.000 brevetti (avete letto bene…160.000).

Ecco una delle ultimissime foto di Starman e la nostra bellissima Terra sullo sfondo! Quel pallido puntino blu (come la definì Carl Sagan) è il luogo dove tutti noi viviamo e che dobbiamo preservare e custodire, perchè è l’unico che abbiamo e l’unico a cui siamo biologicamente abituati!!! BUON VIAGGIO STARMAN…..

Starman ripreso l’8 febbraio 2018 – Credits: SpaceX

Qui di seguito propongo la conferenza stampa di Elon Musk subito dopo il lancio.

Qui di seguito vi propongo un video dedicato al suono del rientro dei due booster laterali, che rientrando in atmosfera a velocità supersoniche, nella fase di rallentamento producono quello che in americano si chiama sonic boom. Un boom sonico è il suono associato alle onde d’urto create da un oggetto che viaggia nell’aria più velocemente della velocità del suono. Il video qui proposto è stato ripreso da un ragazzo accreditato a fare foto in cima all’edificio più alto del Kennedy Space Center: il VAB (VEHICLE ASSEMBLY BUILDING).

Propongo anche questo secondo video del rientro dei due booster e dei boom sonici. Davvero spettacolare!!

Fonti: AstronautiNEWSPaolo AttivissimoSpace.com