IL MISTERIOSO E PERDUTO CAMPO MAGNETICO DELLA LUNA

Il misterioso e perduto campo magnetico della Luna potrebbe essere stato generato da un oceano di magma sotto la superficie del satellite.

Foto personale dell'eclissi di Luna del marzo 2007
Foto personale dell’eclissi di Luna del marzo 2007

La Luna, in epoche più antiche, potrebbe aver avuto un interno melenso fatto di magma fuso: un nuovo studio suggerisce che circa 4 miliardi di anni fa, l’amato satellite della Terra ospitava un oceano sotterraneo di magma nascosto nel sottosuolo.

Il rimescolarsi di questo oceano fuso potrebbe aver creato un campo magnetico simile a quello che protegge oggi la Terra dalle particelle cariche. Le misurazioni delle rocce lunari riportate dagli astronauti del Programma Apollo negli anni ’60 e ’70, dimostrano che la Luna un tempo aveva un forte campo magnetico sopra la sua superficie, ma il modo in cui il satellite è riuscito a sostenere questo campo magnetico, è un mistero.

Il rover lunare portato dalla missione Apollo 15 e abbandonato il loco – Credits: NASA

Oggi però, una nuova teoria potrebbe fare un pò di luce sul mistero. “Stiamo cercando di capire cosa potrebbe aver  causato questo campo magnetico davvero forte“, ha detto Krista Soderlund, planetologa dell’Università del Texas ad Austin e coautore del nuovo studio.

Ci sono tre ingredienti per creare un campo magnetico planetario“, ha detto Soderlund a Live Science: “un liquido, un movimento e una conduttività elettrica. La Terra e altri pianeti con campi magnetici devono queste caratteristiche ai movimenti dei nuclei di metallo fuso. La Luna ha un nucleo, ma è piccolo”. Non sarebbe quindi in grado di creare un campo magnetico forte come quello rilevato nelle antiche rocce lunari che furono prelevate dalla superficie del satellite. Quel campo rimase forte nei primi 500 milioni di anni e poi gradualmente diminuì.

Oggi si rileva sulla Luna un campo geomagnetico molto debole creato dalle forze magnetiche nella crosta, ma nessuno ha idea di quando sia scomparso il campo magnetico che era attivo nell’antichità“, riferisce sempre Krista Soderlund.

I ricercatori hanno offerto varie spiegazioni per la forza del campo magnetico della Luna antica, dall’ulteriore agitazione nel nucleo causato dal mantello a una sorta di interruzione causata da impatti dai detriti spaziali. Soderlund e i suoi colleghi, il ricercatore Aaron Scheinberg della Princeton University  e la planetologa dell’Arizona State University Linda Elkins-Tanton, stavano cercando di creare modelli computerizzati del nucleo della luna che spiegassero il campo magnetico del satellite. Mettendo il nucleo al centro non riuscirono a ottenere molto,  ma scoprirono che tutti i loro modelli producevano un mantello molto caldo e melmoso, lo strato di Luna tra la crosta e il nucleo.

Il team di studio ha quindi pensato che forse la fusione è stata la chiave di tutto. La squadra ha modificato il modello di studio, per prenderne in considerazione uno che prevedesse un rimescolamento del mantello.

I ricercatori hanno scoperto che ipotizzando l’esistenza di un “oceano di magma” ricco di metalli e completamente fuso, posto proprio sopra il nucleo, potevano creare campi geomagnetici virtuali della stessa forza di quelli registrati nelle rocce lunari riportate a Terra dalle missioni Apollo.

Krista Soderlund: “Maglio di qualsiasi altra cosa, l’ipotesi dell’ “oceano di magma” poteva spiegare perché il campo magnetico della Luna si indeboliva e svaniva gradualmente. Poiché il mantello alla fine si è raffreddato e si è solidificato nel corso di miliardi di anni, il campo magnetico si sarebbe indebolito con la diminuzione della quantità di magma liquidoÈ grazie a una naturale evoluzione del raffreddamento della Luna che siamo in grado di avere questa sequenza evolutiva del campo magnetico“.

È un’idea davvero interessante e assolutamente fattibile“, ha detto Christina Dwyer, fautrice della tesi che il campo magnetico fosse “guidato” dal nucleo che interagiva con il mantello. Questa teoria la ipotizzò nel 2011 mentre era una studentessa laureanda all’Università della California, a Santa Cruz . Dwyer, che ora lavora per Schmahl Science Workshops a San Jose, in California, non è però stata coinvolta in questa ricerca.

Schema del campo magnetico della Luna – Credits: Aaron Scheinberg

La Dwyer fa notare che: “Poiché porta il “responsabile” del campo magnetico [l’oceano di magma] più vicino alla superficie, l’ipotesi bypassa il problema del nucleo stesso che è troppo debole per crearne uno autonomamente“. Ulteriori misurazioni ed esperimenti sulla conduttività della roccia lunare potrebbero aiutare a dimostrare se l’idea oceano di magma si adatta alle prove fin qui osservate.

Quanto è grande il mantello? Quando erano diverse porzioni di oceano magmatico? Tutto questo ci pone ulteriori domande sulla Luna “, ha detto Dwyer. E poiché la teoria che la Luna si sia formata dopo l’impatto con un corpo di dimensioni marziane (chiamato Theia) all’inizio della formazione del Sistema Solare, è ormai condivisa dalla maggior parte degli astronomi/planetologi, comprendere l’evoluzione del nostro satellite potrebbe aiutare a spiegare come sia è formata anche la Terra.

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(Fonte: livescience.com )