LA SONDA GENESIS

La Genesis.

Parliamo della scoperta fatta da una sonda che ha lavorato in silenzio, in orbita nel punto L1 fra la Terra e il Sole (L1 è il punto nel quale l’attrazione gravitazionale del corpo 2 -la Terra- cancella parzialmente quella del corpo 1 -il Sole-) e che al suo ritorno a terra ci ha reso partecipi delle sue scoperte: è la sonda Genesis!

Sonda Genesis - Credits: NASA
Sonda Genesis - Credits: NASA

La Genesis partì dalla Florida (Cape Canaveral), l’8 agosto 2001 e dal dicembre dello stesso anno, fino all’aprile del 2004 venne esposta all’azione del vento solare. Questo ha permesso di raccogliere in tutta tranquillità le particelle che vengono soffiate via dalla nostra stella. Il rientro (l’8 settembre 2004) è stato piuttosto burrascoso, ma gli studiosi hanno comunque trovato materiale su cui lavorare.

La sonda Genesis dopo il rientro - Credits: USGov/NASA
La sonda Genesis dopo il rientro - Credits: USGov/NASA

Le analisi fatte, hanno lo scopo di capire come il Sistema Solare si sia evoluto; sembra infatti che gli astronomi siano del tutto concordi sul ritenere che gli strati più esterni del nostro Sole siano sostanzialmente rimasti immutati negli ultimi miliardi di anni, questo fa supporre che in se siano ancora conservati elementi primordiali della nube molecolare da cui tutto il Sistema Solare si formò.

All’interno dei piatti-raccoglitori della Genesis, sono stati trovati infatti tracce non solo di isotopi più comuni dell’ossigeno e dell’azoto, ma anche isotopi degli stessi materiali, più rari qui sulla Terra e in percentuale diverse rispetto al nostro pianeta.

Bernard Marty (Centre de Recherche Petrographiques et Geochimiques di Nancy – Francia) ha detto: “Questa scoperta mostra che gli oggetti del Sistema Solare (pianeti terrestri, comete e meteoriti) sono anomali, quando confrontanti con la composizione iniziale della nebulosa da cui è nato il Sistema Solare. Individuare la causa di questa eterogeneità, avrà un forte impatto su come pensiamo che si sia formato il nostro Sistema Solare.”

Don Bunertt (Caltech-California) riferisce che: “Il Sole racchiude in se circa il 99% della massa totale del Sistema Solare, quindi è importantissimo conoscerlo meglio.” (Fonte: genesismission.jpl.nasa.gov)

VARIE ED EVENTUALI.

E’ stata misurata l’esatta distanza della forte sorgente a raggi X Cygnus X-1 dalla sua compagna; Cygnus X-1 è il buco nero più prossimo al Sistema Solare. Da nuovi calcoli, i due corpi risultano essere a 6.066,64344 anni luce l’uno dall’altro! La velocità di rotazione del materiale in caduta libera verso il buco nero, è stata misurata in 21 km/sec. (Fonte: universetoday.com) Si era già parlato di questo “binomio” nel post CADENDO IN UN BUCO NERO, a questo link.

Cygnus X-1 ai raggi X - Credits: NASA
Cygnus X-1 ai raggi X - Credits: NASA

Simulazione computerizzata del viaggio e del tipo di lavoro che dovrà fare il rover Curiosity, prossimo a partire per Marte! Per un approfondimento maggiore della missione invito alla lettura di questa pagina di AstroWorld.

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Il cielo del mese di Luglio a cura dell’Osservatorio G.D. Cassini di Perinaldo.

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Proseguo con il proporvi la rassegna della NASA sulle interviste agli astronauti che spiegano con le loro parole cosa significa essere un astronauta; questa volta tocca a Sandy Magnus, specialista di missione nella prossima STS 135 in partenza 8luglio 2011:

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Dal Cosmo è tutto….CIELI SERENI

Francesca